Ciao a tutti! Siamo Cristiana e Fabio laici domenicani della Congregazione di S. Caterina da Siena dal 2006.
Ci piacerebbe raccontarvi e condividere con voi la nostra esperienza nelle END (Equipe di Notre Dame) raccontandovi come questo cammino, iniziato ormai 11 anni fa, oggi si è intrecciato con la nostra grande famiglia domenicana, di suore e laici, a cui sentiamo di appartenere.

Tramite la nostra parrocchia, Santa Maria delle Grazie al Trionfale, nel 2005 abbiamo conosciuto il movimento END che si basa principalmente sul rapporto sponsale ossia sulla relazione marito/moglie vissuta ed improntata sul confronto interpersonale (dovere di sedersi mensile) fatto, però, alla luce della Parola di Dio.  
La nostra Equipe denominata nr. 100 (ogni Equipe ha un numero progressivo) è formata al momento da 5 coppie di sposi che da 11 anni ci incontriamo una volta al mese, a turno, nelle case di ciascuno e condividiamo la Parola di Dio (tema di studio che scegliamo all’inizio dell’anno) nonché il dovere di sedersi sopra menzionato. Durante l’incontro prima preghiamo poi condividiamo la meditazione personale e di coppia sulla Parola di Dio ed infine soprattutto mettiamo in comune le difficoltà, le gioie, le problematiche del rapporto sponsale che abbiamo vissuto durante il mese e che emergono grazie al cosiddetto metodo End - dovere di sedersi, ossia il serio e puntuale impegno che la coppia si prende di mettersi a tu per tu una volta al mese per dialogare nell’ascolto reciproco facendo verità sulla relazione sponsale alla luce della Parola di Dio.

Sicuramente in questi anni il metodo ci ha aiutato a fare emergere emozioni e problematiche che forse sarebbero rimaste latenti e/o silenti e che avrebbero minato una autentica relazione matrimoniale.
Cosa ci ha spinto a seguire in questi 11 anni il cammino END?
La ricerca della Verità e quindi dell’incontro con Gesù Cristo nella nostra vita di co
ppia – marito moglie - che da due diventa a tre. Cosa c’è di più domenicano di questo?

Poi l’Equipe, oltre che dalle coppie, è formata da una guida spirituale che in genere cambia negli anni in base agli impegni personali e della comunità a cui appartiene.
Nella nostra equipe da settembre 2016 abbiamo, come accompagnatrice spirituale, Sr. Amelia la quale è stata accolta felicemente da tutti i componenti, ivi compresi i bambini, a quali piace tantissimo cantare e suonare la chitarra con lei. Dobbiamo dire che Sr. Amelia si è fatta subito ben volere da tutti noi Equipe n. 100 e dai responsabili del movimento END i quali hanno già scelto la comunità di Monte Mario come luogo degli incontri dei Settori Romani del movimento END che in genere si svolgono almeno 3 o 4 volte l’anno.
Ed infatti, già il 29 gennaio 2017 la casa di Montemario ha aperto le porte o meglio “il cancello” al movimento END e lì abbiamo trascorso una splendida giornata ove abbiamo concluso la seconda parte del tema di studio, abbiamo vissuto un momento d’incontro con il Signore durante la S. Messa in cappella e condiviso esperienze personali e di coppia. Il tutto si è concluso a tavola (agape fraterna) condividendo quello che abbiamo portato, tante cose belle e buone.

Tutti sono rimasti contenti sia del posto bellissimo, della cappella e dell’incontro con la comunità.
Anche le suore, come sempre, si sono dimostrate allegre, accoglienti e materne. È sicuramente emersa ed è stata subito percepita da tutti la “maternità di Dio” caratteristica tipica di Madre Gerine.
Che dire di più, alleghiamo alcune foto e vi terremo informati sul nostro cammino…

Cristiana e Fabio (Roma) 

Ciao a tutti anche da parte mia!!! Sono Sr. Amelia e da quest’anno come avete già letto, seguo anch’io il movimento dell’ Equipe Notre Dame (END) come assistente spirituale di una equipe.  Conoscevo già da anni il movimento e la sua spiritualità e modalità nel procedere durante il cammino e da settembre condivido volentieri il percorso del nostro gruppo (End 100) e di altre 5 famiglie.  Il ruolo dell’assistente spirituale è quello “del primo tra i pari”, cioè egli è colui che spezza la Parola ascoltata e possibilmente vissuta senza prediche o grandi spiegazioni ma nell’ascolto e nella condivisione.

L’ascolto è importante in un duplice aspetto. L’ascolto dell’End che si riunisce è accogliere la risonanza della Parola in ciascuna coppia, cogliere cosa ha suscitato in loro, quali movimenti ha suscitato nel loro cammino, cosa ancora non è chiaro e anche sostenere e rafforzare le luci scoperte. L’ascolto diventa così presenza. Una presenza che è accoglienza della vita delle famiglie così come intendono condividerla durante i giorni che ci separano dai nostri incontri. La condivisione è innanzitutto tenere aperte le porte del cuore e anche della nostra casa, ma è soprattutto camminare alla luce della Parola accanto a ciascuna delle famiglie e portare insieme le fatiche quotidiane del nostro andare.

Condividere diventa sapere di avere delle persone accanto che nel corso dei giorni lottano, sperano, vivono, amano, magari sbagliano, ma insieme si prova tutti a fare bene il bene anche per quelli che il Signore ci affida fuori del nostro cammino.  Tutto ciò diventa poi ogni giorno certezza del dono della vita che il Signore Gesù è venuto a donarci e a donarci in abbondanza.  

Sr Amelia (Roma) - 18 febbraio 2017

 

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