Nel settembre del 1971 nell’Istituto ecumenico di Bossey, una piccola località vicino a Ginevra, si è tenuto un incontro organizzato dalla DIAKONIA (World Federation of Sisterhoods and Diaconal Associations) che ha riunito una sessantina di diaconesse e alcune suore ortodosse, protestanti e cattoliche.

La novità e la gioia di quei giorni fu la scoperta dell’unità delle partecipanti attraverso la considerazione e condivisione delle personali esperienze di diaconesse, di suore e di monache e, soprattutto, del desiderio di seguire Cristo nel mondo, nell’oggi. Per continuare l’esperienza vissuta a Bossey, si è formato un piccolo gruppo che si è dato il nome di KAIRE: Rallegrati! E’ il saluto di gioia che l’Arcangelo Gabriele ha rivolto alla Vergine Maria.

KAIRE è dunque un piccolo gruppo informale di donne cristiane consacrate che, mosse dallo Spirito, vivono il loro impegno di consacrazione monastica, diaconale e laicale nella propria Chiesa e nel mondo, che dal 1971 organizza ogni 2/3 anni incontri biblici ecumenici rivolti a donne cristiane sposate e non, facendo attenzione a un certo equilibrio di Confessioni cristiane, nazionalità e forme di vocazione.

Sr. Maria domenicana monacaQuest'anno l'incontro si è svolto a Praga, nella comunità di Chemin Neuf, dal 14 al 19 giugno. Il tema scelto è stato tratto dal versetto 10 del salmo 143: Il tuo Spirito buono ci guidi in terra piana, riflessioni sulla donna Siro-fenicia (Sal. 143,10; Mc.7,24-30; Mt.15,21-28). Ci ha aiutato nell'approfondimento biblico Sr. Marie, una monaca biblista domencana che nelle tre mattinate ci ha fatto gustare la ricchezza e la provocazione della Parola. La condivisione in piccoli gruppi è stata una delle cose che le partecipanti hanno apprezzato di più, perchè è lì, intorno alla Parola, che emerge forte l'unità del nostro essere Cristiane, pur appartenendo a Chiese e Comunità ecclesiali differenti.

I pomeriggi sono stati dedicati all'approfondimento della storia e della cultura locale. Dr. Tomàš Petraček, prete cattolico, ci ha parlato dei sette periodi della Storia della Chiesa e la secolarizzazione, con particolare riferimento alla Chiesa Ceco-slovacca. Peter Moreé, professore protestante alla facoltà teologica ci  ha introdotto alla figura di Jan Hus, il primo riformatore ceco  (1370-1415), che sottolineava l'importanza della comunione frequente (in quel tempo la comunione si faceva una volta all'anno) e sotto le due specie, “il calice per tutti i fedeli”. Predicatore nella Cappella di Betlemme a Praga (oggi appartenente all'Università e sede di assegnazione dei diplomi e di altre cerimonie), rettore dell'Università carolina di Praga, fondatore della Chiesa di Boemia o Unione dei fratelli Boemi, scomunicato dalla Chiesa Cattolica nel Concilio di Costanza e in parte riabilitato da san Giovanni Paolo II durante la sua visita a Praga, Hus è stata una figura poliedrica e ricca a cui Martin Lutero si è ispirato un secolo dopo.

Il terzo pomeriggio è stato dedicato all'ascolto di tre donne, rispettivamente cappellano militare, cappellano  delle carceri e cappellano del più grande ospedale di Praga, riguardo la loro collaborazione ecumenica nell'ambito in cui lavorano.

Attraverso la testimonianza di Helena, “semplice casalinga e madre di famiglia” che durante la sua giovinezza sotto il ferreo regime comunista ha fatto della sua casa, immersa nella campagna in un piccolo paese vicino a Praga e quindi lontana da ogni sospetto, un centro di riflessione e condivisione tra Cristiani di diverse denominzioni, abbiamo potuto riflettere sui danni e la grande sofferenza che il regime comunista ha inferto al popolo ceco, e non solo, ma nello stesso tempo sulla forza e bellezza di sentirsi ed essere uniti nel nome di Cristo. E' davvero bello essere Cristiani!

La visita alla città di Praga, la partecipazione alla Liturgia greco-cattolica (bellissima), la preghiera di vespro nella Chiesa Ortodossa, la visita alla chiesa dei Fratelli Boemi ha arricchito ulteriormente il già intenso programma di questi quattro giorni.

Riflettevo e mi chiedevo: può un piccolo gruppo di donne cristiane contribuire all'unità della Chiesa così tanto desiderata e pregata dallo stesso Signore Gesù? Sì! L'esperienza di questi incontri mi e ci dice, mi e ci conferma che, a piccoli passi, nella semplicità non banale della ricerca, della riflessione, della condivisione della vita e dell'esperienza personale e apostolica di tutte e di ciascuna, l'unità è possibile. I tempi e i modi sono nelle mani e nel cuore di Dio. A noi il compito di pregare e fare tutto ciò che è nelle nostre concrete possibilità, certe che il Signore cammina con noi.                     

Sr. M. Sonia (Tamai di Brugnera, Italia)

23 giugno 2017

 

Salva Segnala Stampa Esci Home