Il termine Trinità compare molte volte negli scritti di Santa Caterina e i termini con cui Ella parla di Dio come Padre, come Figlio, Gesù Cristo e come Spirito Santo sono innumerevoli.
La Trinità infatti è l’ambiente, l’“ecosistema” in cui Caterina vive, si muove, esiste, prega, offre, annuncia il Vangelo. Tutto dalla Trinità ha origine e tutto a lei ritorna.

Icona della Trinità

Gesù, il Figlio ci rivela, ci fa vedere Dio; Egli è la Parola fatta carne da sempre Vivente e esistente nel seno del Padre che ci dice chi è Dio; è il Verbo fatto carne, fragilità, debolezza, umanità, fatto uno di noi.
Il Padre è la sorgente della divinità e dell’amore che dall’eternità dona tutto se stesso al Figlio. Il Figlio è tale proprio perché riceve dall’eternità il dono totale della persona e dell’amore del Padre. Ed è proprio questo eterno donarsi uno all’altro e riceversi uno dall’altro che fa l’identità delle persone divine: il Padre è l’eterno donante, l’eterno Amante; il Figlio è l’eterno donato, l’eterno Amato. Il Padre e il Figlio, dall’eternità, comunicano in questo scambio e incontro di io e tu in cui l’uno dona se stesso e comunica se stesso e l’altro lo riceve, non in un egoistico circolo di vita e di amore, ma nell’apertura al di fuori di sé.
Lo Spirito Santo è la persona “estasi”, il dono del Padre e del Figlio “fuori di sé”, l’Amore fatto Persona divina frutto dell’eterno donarsi del Padre Amante e del Figlio Amato. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono perciò uno nella comunione della loro vita divina, ma tre nelle diverse identità della loro relazione divina.
Caterina contempla in questo mistero, “fuoco e abisso di carità”, l’iniziativa di ciascuna persona divina a favore dell’uomo. Il Padre ci ha creati a sua immagine e somiglianza; Egli ha provveduto alla nostra salvezza mandando a noi il suo Figlio, Parola fatta carne che combatte e dà la vita per l’uomo; lo Spirito Santo ci serve, ci conforta, ci fa riposare nell’amore e riconduce ogni creatura al suo fine.
Nella dottrina cateriniana, Dio si trova e si conosce nel cuore dell’uomo, sigillato dalla somiglianza con la Trinità e dall’amore folle, “pazzo” per la sua creatura. Tutto ciò è alla base della risposta d’amore dell’uomo a Dio. Proprio per questo Dio pone nell’uomo tre potenze: memoria, intelletto e volontà. Tali potenze sono unificate, cioè rese uno dall’amore e riflettono alcune caratteristiche particolari delle persone divine. La memoria è il riflesso della potenza del Padre; l’intelletto è il riflesso della sapienza del Figlio e la volontà è il riflesso della clemenza dello Spirito Santo. 
L’uomo, immagine e somiglianza di Dio, partecipa attraverso la facoltà della memoria che Dio gli dona alla potenza del Padre. L’uomo cioè è fatto capace di relazione, è strutturato come essere aperto capace di coinvolgere tutto se stesso nella relazione con l’altro.
La creatura umana partecipa attraverso l’intelletto della sapienza del Figlio. Tale sapienza non è di tipo nozionale, ma esistenziale perché produce conoscenza e fede. La fede, infusa dal dono di grazia dello Spirito nel battesimo, è la risposta e la consegna dell’uomo al progetto del Padre. Essa si fonda come per Gesù nell’obbedienza, in quella incondizionata consegna filiale al disegno del Padre.
Se l’intelletto è la sorgente da cui scaturisce la vita della grazia, la volontà possiede la chiave che apre e chiude all’azione di Dio. La volontà è riflesso della clemenza dello Spirito. Lo Spirito è clemenza, misericordia che abita per dono di grazia, nell’uomo. Il dono di grazia ci rende ontologicamente figli di Dio, creature nuove, “graziate”. Non è qualcosa di attaccato o posto, di posto accanto alla nostra umanità: è un dono inerente alla nostra persona vitalizzante e conformante. Esso ispira la volontà, nel dire di sì al progetto del Padre, nel divenire figli nel Figlio, amati nell’Amato.

Santa Caterina Statua del Messina

Questo cammino di conformazione e di comunione è reso possibile dal Cristo, il Figlio fatto ponte per la salvezza dell’umanità. Lì dove il peccato ha spezzato la possibilità della relazione con Dio, dell’amicizia con Lui, Il padre ci ha donato il Figlio, fatto per noi “ponte”, innalzato sulla croce dalla terra al cielo. Concretamente esso consiste nella salita dei tre “scaloni”, cioè dei tre gradini della croce: il cammino della creatura è quello di accordare continuamente la sua volontà con quella di Cristo crocifisso. È questo ciò che ci fa amici di Dio, un dono che non ci raggiunge dall’esterno e che non è frutto di osservanze esteriori, ma è la vita dello Spirito che vive dentro di noi, che ci “innesta” a Cristo crocifisso, che ci nutre del suo Sangue, che ci fa figli nel Figlio, che opera con doni e virtù affinché la vita dell’uomo divenga un accordo, un armonia perfetta come lo è la comunione trinitaria.

Sr. M. Amelia (Roma - Montemario)

8 giugno 2017 

Leggi anche l'articolo di Sr. Amelia S. Caterina e la Trinità sulla rivista "Allez allez petites" n. 3 del 2007

 

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